L’Energia Che Trasforma, Indotta da Howard Y. Lee

della Dott.ssa Marcella Brizzi - Italia, Maggio 2002

Ho incontrato per la prima volta Howard Y. Lee (origine cinese, cittadinanza americana) una sera di novembre 2001 a Bologna, partecipando a una sessione terapeutica collettiva, invitata dagli amici di Rub&Dub che organizzano i seminari e gli incontri con questo “terapeuta energetico", come lui stesso si definisce. Qualche giorno dopo Rub&Dub mi offrì la possibilità di intervistare Howard Lee; accettai con piacere l’opportunità di porre qualche domanda a questo terapeuta di poche parole, così poco incline a teorizzare, ma dagli effetti molto interessanti e ampiamente collaudati nella sua lunga e nota pratica professionale (anche Carlos Castaneda se ne avvalse e gli dedicò uno dei suoi libri: “Il Fuoco dal Profondo") in California dove vive e, da qualche anno, anche in Italia. Ne sortì il dialogo riportato nelle prossime righe, dopo il quale decisi di partecipare al seminario di Induzione dell’Energia che Howard Lee avrebbe tenuto all’inizio di dicembre. Il lavoro concreto e semplice lì appreso, che pratico più volte al giorno con piacere e immediato vantaggio per mantenere e utilizzare l’accesso a “The Light of Life” ("la Luce della Vita” come Howard Lee chiama l’energia con cui opera e alla quale connette i partecipanti al seminario), contribuisce da allora in modo chiaro alla mia consapevolezza e resistenza allo stress, favorendo trasformazioni lente, più o meno sottili ma inequivocabili.

Come può definire The Light of Life? Che cos’è questa energia?

Non si tratta solo di energia ma di un intero corpo di conoscenza che proviene dalle più alte dimensioni, una sorgente divina, e può essere applicata in molti altri ambiti oltre che in terapia. Questo flusso di informazioni ha una qualità, una natura femminile e, cosa nuova per l’umanità, si rende accessibile in modo più generalizzato proprio in questa epoca in cui da molto tempo domina la forza maschile con effetti di squilibrio conflittuale che generano violenza e una certa durezza. Ciò non va riferito alla dimensione particolare uomo/donna o alla differenza fra i sessi, ma a qualità tendenziali di forze che si contrappongono e agiscono su tutti gli esseri. Questa energia ha un fortissimo potere trasformatore, e non in modo superficiale ma dal profondo; inizia un processo di rinvigorimento che aiuta le persone a liberarsi da imprinting negativi, fa uscire da paure e confusione, aiuta a vedere le cose più dall’alto e a fermare quel dialogo interno continuo che infesta la mente e blocca intuito e creatività?.

Che differenza c’è fra lei ed altri esperti praticanti e maestri di Qi Gong o di meditazione?

Qi Gong è un termine generico collettivo, può essere tradotto come “tecnica dell’energia” e in Cina si applica a molti campi fra cui le arti marziali per l’attacco e la difesa o tecniche per far circolare meglio la propria energia, ottimizzandola, per migliorare le funzioni e i processi biologici, favorire gli scambi etc. Ma molte persone fra quelle che praticano arti marziali o tecniche di respirazione non ottengono netti miglioramenti della propria salute o maggiore tonicità e benessere, anzi, in alcuni casi si possono verificare peggioramenti e indebolimento. Poche persone invece hanno accesso alle tecniche di “Shen Gong” a cui mi riferisco, che attingono invece a fonti energetiche esterne alla propria, più elevate, divine, spirituali. Tutto ciò esiste e altri oltre a me vi accedono, anche se spesso se ne appropriano aggiungendovi importanza personale, spiegazioni e discorsi da cui derivano poi le diverse scuole, magari contrapposte fra loro. I sistemi teorici interpretativi e strutturati diventano così un ostacolo che blocca la forza trasformatrice di questa energia?.

Come ha raggiunto la capacità di accedere a questa energia?

Senza per questo darmi particolare importanza, io sono nato con questa capacità, anche se ci sono voluti decenni per sviscerarla e separarla dalle varie teorie mediche ed energetiche, dalle religioni, miti, superstizioni, credenze e miscredenze esistenti. Ho avuto questo dono innato e non ci vedo nulla di speciale o di strano. Per me è un compito: sono qua per portare qualcosa, come tutti siamo nati con qualcosa da portare, da realizzare. Questo riguarda tutta la realtà e anche la creatività: Mozart non ha inventato la sua musica ma l’ha portata nel mondo attingendola al di fuori di questa dimensione, dalle sfere più elevate. E così Einstein per le sue teorie. Ci sono molte persone che scoprono di avere speciali abilità, qualcosa in più rispetto gli altri, un dono, diciamo così; ma non arrivano magari mai in fondo a se stesse e ad oltrepassare il limite di associarlo, questo dono, a miti religiosi e teorie filosofiche. Purtroppo il più delle volte chi realizza di avere qualcosa di particolare si sente speciale, una persona importante, proclama addirittura di essere un dio e va poi a fondare religioni, scuole, correnti, etc. Io faccio semplicemente il mio lavoro: indurre in chi lo desidera la connessione permanente con questa fonte che informa e trasforma. La cosa speciale di questa energia è che è pura, cioè viene trasmessa direttamente senza essere colorata da inutili rituali e schemi mentali che la deformerebbero. Il processo è paragonabile a una trasmissione digitale di dati: non c’è interferenza personale fra me e chi riceve, benché io parli e faccia alcuni movimenti per distrarre la mente razionale dei partecipanti ed evitare che interferisca con la trasmissione diretta dei codici di accesso a questa energia superiore e superpersonale?.

Ci sono cose che favoriscono o che disturbano la trasmissione e la percezione di questa energia? Per esempio abitudini alimentari, stili di vita…

È l’energia stessa che ti guida e dunque, entrando in contatto con essa, ognuno sa cosa fare perché l’intuizione viene incrementata, le persone scoprono la propria saggezza e iniziano a percorrere con chiarezza e determinazione il sentiero della loro vita. Questo accesso è come un collegamento all’enciclopedia della conoscenza, dà veramente un auto-potere perché dà la possibilità di affrontare se stessi e i propri limiti invece di creare dipendenze e schiavitù come in molte scuole e gruppi guidati da guru e maestri, ragione per cui le diverse correnti sono spesso in conflitto tra loro. The Light of Life è per la libertà delle persone e per il libero sviluppo: basta partecipare una sola volta al seminario di Induzione dell’Energia per essere indotti e ottenere per sempre la connessione con questa fonte di conoscenza. Molte volte non rivedo più i partecipanti, non ce n’è bisogno, e quindi non si genera un legame emotivo ed affettivo condizionante. Spesso chi torna lo fa per il piacere di stare collettivamente nell’energia e nel mio campo di potere, ma ai fini dell’induzione e della trasformazione non è necessario.

Quanti anni ha?

63 a marzo.

Dove è nato?

A Hong Kong.

Si tinge i capelli?

No.

Marcella Brizzi, Medico del Centro Studi Ting. Esperta in Naturopatia, Dirige la Scuola per Operatore Sanitario Naturopata di Bologna.