Come comportarsi con l’Energia Negativa

© Howard Lee - 18 Settembre 2000

Una domanda che i miei pazienti e studenti spesso mi pongono, riguarda la preoccupazione di venire contagiati dall’energia negativa di altre persone. La frequenza di questa domanda rivela che un numero sempre crescente di individui e’ consapevole del fatto che esiste un impatto energetico tra le persone. Anche chi non riconosce il concetto di influenze energetiche, in qualche modo sa che le persone con cui si ha a che fare provocano un certo effetto sulla propria persona. In alcune circostanze, capita di sentire uno spostamento emotivo che può manifestarsi come fastidio, rabbia, o un mix qualunque di emozioni e che sembra affiorare dal nulla. Infatti, anche quando una persona si mostra piuttosto gentile, puo’ emanare un’energia sgradevole. Se dopo un’attenta introspezione non troviamo tracce o ricordi di tragedie personali o altri elementi che potrebbero giustificare il nostro improvviso cambiamento emotivo, allora e’ possibile che sia dovuto proprio all’energia negativa della persona con cui parliamo o di qualcun altro intorno a noi. E’ come entrare in una stanza piena di fumo. Uscendo, i nostri abiti, la pelle, il corpo, sono impregnati di quell’odore. Allo stesso modo, trovandoci in mezzo alla negatività emotiva, possiamo ?impregnarci? di energie che mettono in subbuglio la psiche e le emozioni. Quando inaliamo degli odori forti, il corpo reagisce respingendoli e prevenendo l’accesso al tratto respiratorio. Succede di tossire, di non riuscire a respirare, di secernere lacrime per ripulirci dalle molecole che ci invadono. In termini energetici, lo stesso accade al contatto con un’energia negativa: provoca una reazione emotiva e fisica che mette a dura prova il nostro essere.

Ci sono casi di persone che che si lamentano perché sospettano che qualcuno stia rubando la loro energia. Chiunque pratichi tecniche per sottrarre energia agli altri, ?prende su? tutto, inclusa l’eventuale energia negativa della sua vittima. Ecco perché chi si dedica a pratiche perverse solitamente non è in salute, per dire il meno. Infatti, rubare energia è alquanto insensato, visto che nell’universo sono disponibili forza vitale ed altre energie benevole nella loro forma piú pura. E riguardo a chi pratica metodi di guarigione? In primo luogo, per un guaritore è importante mantenere distacco e chiarezza mentre cura, in modo da non contaminare il paziente con la propria energia e viceversa non venire contaminato. In lunghi anni di esperienza con pazienti che a loro volta praticano la professione medica o che si dedicano alla guarigione, ho notato che dopo un po’ di tempo tendono a ?bruciarsi? e ad esaurire le loro risorse energetiche, non potendo più lavorare. Hanno accumulato così tanta energia negativa dai pazienti, da ammalarsi loro stessi.

Purtroppo, chi imparara a guarire è perlopiù interessato ad imparare solo le tecniche di guarigione. Pochi sono disposti a dedicare tempo per rafforzare la propria persona ed acquisire il distacco necessario per la propria salute. Anche gli insegnanti di guarigione, che spesso addirittura ignorano quest’aspetto, hanno come obbiettivo principale la formazione tecnica degli alunni, che placa l’impazienza dello studente e che lo incoraggia a praticare da subito, contribuendo alla divulgazione dei metodi e delle tradizioni. Infatti, ciò che richiede più tempo per imparare a guarire, non è la padronanza tecnica. Sul piano energetico avviene un processo di donazione. La conoscenza è conferita energeticamente come una dote naturale. I guaritori spesso perdono tempo in discorsi, tecniche, rituali e cerimoniali che servono a placare la mente razionale e dare alle loro attività un tono importante. In verità il tempo e la dedizione dovrebbero essere rivolti all’apprendimento delle tecniche per coordinare e rafforzare il corpo fisico, emozionale ed energetico, in modo da aquisire distacco e mantenere la piena efficacia.

Molte volte sento le persone affermare: ?Io non sto affatto agganciandomi energeticamente a nessuno?. C’e’ una differenza tra affermare ed essere. Non basta la consapevolezza intellettuale. Così c’è chi si inganna da solo, pensando di essere protetto. Il motivo, in parte, dipende da una visione semplicistica della protezione, perlopiù perpetuata da insegnamenti che suppongono che basti visualizzare una specie di luce protettiva intorno al proprio essere per considerarsi protetti. Benché questi insegnamenti abbiano un fondo di verità peccano di superficialità. Uno scudo efficace e forte è il risultato di pratica e diligenza. Maggiore l’energia, più resistente lo scudo. Quando durante una sessione di guarigione ci estendiamo mentalmente e fisicamente per aiutare qualcun altro, ci stiamo già aprendo. È come essere nascosti in un bunker e voler comunicare con qualcuno all’esterno. Una volta aperta la porta non si è più protetti.

Facciamo ora delle distinzioni tra le diverse forme d’impatto con le impronte energetiche provenienti dall’esterno. Come abbiamo visto, ci sono impronte energetiche che ci giungono da altri individui e che si manifestano sotto forma di emozioni molto potenti. Se una persona è turbata, non conosciamo necessariamente la particolare natura della causa, ma sentiamo l’impatto emotivo, o meglio, l’impatto energetico dell’emozione. Per la nostra energia è come essere esposti ad un vento fortissimo che ci fa spendere molta forza per rimanere in equilibrio. Ecco perchè ci stanchiamo.

Quando viviamo quest’esperienza attraverso qualcun’altro, non ne conosciamo necessariamente il contenuto, ma avvertiamo lo stesso le potenti emozioni che ci arrivano energeticamente. A livello fisico, l’altro individuo ci può trasmettere segnali di turbamento attraverso l’espressione verbale o col linguaggio corporeo. A livello energetico è più sottile e molto potente.

Poi ci sono le impronte energetiche provenienti dall’ambiente. Quando ci troviamo in un luogo pubblico, per esempio ad assistere a un avvenimento politico o sportivo, l’energia che ci circonda è tale da caricarci in un determinato modo. Anche se l’evento è nel complesso esaltante, può capitare di sentirci psichicamente stanchi, questo perché ci siamo esposti ad un vortice di energia contenente un’intera gamma di emozioni forti. A prescindere dalla particolare provenienza di queste energie, siamo noi che, se abbiamo dei problemi di dispiacere, tristezza, rabbia o altro, abbiamo la tendenza a risonare con chi ha gli stessi problemi ed emana le stesse vibrazioni, anche se a distanza. Questo avviene con più’ facilità a chi è energeticamente sensibile.

Per prevenire la contaminazione energetica è fondamentale esercitarsi al distacco. Non è un concetto intellettuale. Solo un rigoroso allenamento individuale, sia fisico che mentale, impedisce di agganciarsi ai drammi esistenziali della vita altrui. Davanti all’energia negativa dovete essere come una porta divisoria, sbarrandone l’ingresso. Questo implica più impegno di una semplice visualizzazione, comprensione o consapevolezza mentale. È importante, inoltre, capire la differenza tra distacco e altruismo. C’è spesso chi reagisce indignato e protesta: ?Perché devo avere distacco? Sono una persona che si interessa agli altri e desidero aiutare e guarire le persone?. Vi prego di capire, ?distacco? non significa fregarsene degli altri. Naturalmente, quando cercate di aiutare qualcuno a cui volete bene, dovete fare del vostro meglio, senza però sentirvi in colpa se non ottenete il risultato desiderato. Altrettanto nel caso in cui volete aiutare qualcuno che pone resistenza, o perché non vuole più essere aiutato, o perché non è più in condizione di elaborare un certo tipo o quantitativo di informazioni in quel preciso momento. A quel punto dovete essere in grado di fermarvi, senza rimanere delusi o con un senso di frustrazione. Se, al contrario, tendete ad insistere, significa che vi siete agganciati energeticamente al paziente. Allora, invece di aiutarlo, state interferendo con la sua decisione, in nome della benevolenza e della generosità. Mantenere la vostra integrità energetica è unicamente una questione di intento. Uno degli esempi più comuni sono quei genitori che hanno così a cuore i loro figli da dettare legge in ogni campo, che si tratti di educazione, carriera o rapporti interpersonali. Interferiscono nella vita della loro prole anche innanzi ad una forte resistenza e al risentimento. Questo tipo di genitori persiste ed insiste, ricorrendo talvolta a pressioni psicologiche ed economiche. Ed è infatti così che vengono create e trasmesse di generazione in generazione la maggior parte delle impronte energetiche negative.

Dunque, è importante mantenere intatti i confini. Ecco che cos’è il distacco; non agganciarsi alle persone e rispettare i limiti di confine quando si cerca di aiutare qualcuno. Non si può obbligare una persona ad accettare un aiuto, per buono o meraviglioso che voi crediate che sia. Una persona ha la libera facolta’ di scegliere. Questo approccio va messo regolarmente in pratica finché non diventa naturale. Svilupperete gradualmente un’armatura che sarete in grado di mantenere senza sforzo. Ogni qual volta dovete consciamente pensare per erigere una barriera difensiva, non avrà la massima efficacia. Infatti, vi è uno spreco di energie. Il meccanismo di difesa deve essere naturale, come la pioggia che scivola via dalle piume di un’anatra.

Un’altro argomento a cui fare attenzione riguarda l’eccessivo coinvolgimento in se stessi. Qualsiasi forma di dialogo interno o di preoccupazione denota che stiamo pensando troppo a noi stessi. E quando siamo troppo presi da noi stessi, siamo più propensi a raccogliere e risonare con le emanazioni intorno a noi. È importante lavorare sul silenzio interiore per non sprecare inutilmente energia nel dialogo mentale, permettendoci di mantenere uno stato di consapevolezza più alto.

Questi suggerimenti possono apparire facili, ma ottenere i risultati non lo è altrettanto. Rafforzare la propria integrità energetica richiede diligenza, in modo da non perdere l’equilibrio e cadere in preda al bagaglio emotivo degli altri. A prescindere dall’individuo, ci vuole una certa quantità di tempo perché avvenga una trasformazione interiore. La disciplina giusta ci permette di reagire meglio all’energia negativa degli altri. Ma, ancora più profondamente offre una trasformazione interiore che conferisce pieno potere e creatività. Purtroppo la maggior parte delle persone non sono disposte a dedicarvi tempo e fatica, o non sanno bene da che parte iniziare. Spesso gli individui soccombono all’importanza personale e all’arroganza, pensando di essere protetti da Dio e confondendo la falsa umiltà e il sentimentalismo con l’assenza di importanza personale. Molti di quelli che si fanno chiamare, per modo di dire, guru e maestri, danno l’aria di essere umili, quando in realtà si esauriscono nello sforzo di preservare la facciata. L’effetto di questo genere di atteggiamenti è deleterio su questi individui, come sui loro seguaci.

Eliminare l’importanza personale è la via più efficace per affrontare l’energia negativa.