Il Medico degli Stregoni

di Dimitri Buffa - Il Manifesto, 7 Aprile 1999

“Voglio esprimere la mia ammirazione e gratitudine ad un maestro eccezionale, Howard. Y. Lee, che mi ha aiutato a recuperare la mia energia e mi ha insegnato una via alternativa che porta alla completezza e al benessere.”

Così scrive Carlos Castaneda dedicando uno dei suoi libri più belli “Il Fuoco dal Profondo” al Maestro cinese. E ancora Carlos Castaneda scrive in un’altra occasione:

“Dice un proverbio cinese: un sifu per un giorno è l’equivalente di un padre per una vita. Howard Lee è quel tipo di sifu: un maestro ed una guida verso la luce. Il suo straordinario dominio sulle manovre e sulle sfumature dell’uso dell’energia fanno di lui il più rispettato ed ammirato praticante nell’arte di trattare con l’energia. Sono fiero di essere stato uno dei suoi studenti.”

Affabile e discreto, Howard Lee, cinese di nascita, 60 anni compiuti lo scorso marzo, un fisico da atleta, agopunturista e straordinario Maestro di Kung Fu è molto conosciuto a Los Angeles per le sue innate capacità terapeutiche che oltrepassano i confini degli strumenti e dei metodi tradizionali. Howard Lee è il Maestro (Sifu, in cantonese) ed il guaritore al quale si sono rivolti per anni l’antropologo sciamano Carlos Castaneda ed i sui apprendisti, oltre a persone comuni, e personaggi di spicco del mondo dello spettacolo e della cultura di Hollywood.

Negli anni sessanta, le arti marziali erano quasi del tutto sconosciute eccetto per quelli che vedevano i film di James Bond. Lei insegnava Kung Fu a Los Angeles nel momento del boom dei film di Bruce Lee. Quali sono le Sue riflessioni sull’interpretazione occidentale del Kung Fu come disciplina violenta?

Beh, (sorridendo), il Kung Fu è violento. Viene usato per autodifesa. Tra l’altro in Cina, naturalmente, non ci sono sport come abbiamo noi, per lo meno non c’erano in tempi antichi prima dell’avvento degli sport occidentali. La gente aveva solamente i vari stili di Kung Fu come mezzi di condizionamento fisico, per fare qualcosa di pratico. Ci sono due modi di fare Kung Fu. La sua natura quando occorre è violenta, ma in definitiva l’aspetto più importante è quello per la salute. La pratica quotidiana serve per il mantenimento della salute, ma anche come mezzo per conoscere se stessi, nel trattare con le proprie emozioni.

Il mio approccio è sempre stato più incline agli aspetti volti a favorire la salute. Tuttavia, è importante non trascurare gli aspetti di autodifesa o combattivi, perché quello è il modo in cui rimani in carreggiata. Ed ancora, imparare la parte combattiva delle arti marziali ti consente di trattare con le emozioni o sentimenti personali, pensieri ed attitudini filosofiche verso i tuoi compagni uomini. Alla lunga, naturalmente, se si fosse semplicemente interessati ad essere un ragazzo duro o una bella dura, allora non penso si possa avere abbastanza pazienza, perché il Kung Fu richiede molta pratica diligente. Dicevo ai miei studenti che può capitarti forse una volta o due nella vita di impelagarti in un alterco in cui potresti avere bisogno di usare qualcosa per difenderti, ma giorno dopo giorno, la questione è difendersi dal proprio sé, dalla propria tendenza a trascurarsi e abusare di se stessi, dalle tendenze autolesioniste, emotive o fisiche. In definitiva, si tratta di auto-disciplina.

Qual’è il Suo parere sul vero significato del Kung Fu?

Kung Fu è tradotto foneticamente in inglese, ma in cinese significa semplicemente fare un po’ di lavoro. Così qualche volta ho sgonfiato le aspettative o l’immagine della gente sul Kung Fu. In Cina quando si dice “andare a fare un po’ di kung fu” vuol dire semplicemente andare a fare un po’ di lavoro o praticare un po’ di questo o quello, di qualunque disciplina si tratti. Così, andare in cucina a fare un po’ di kung fu, significa andare a cucinare qualcosa. Se stai andando a fare un po’ di kung fu in giardino, sai... (sorridendo) kung fu non significa altro che “realizzare qualcosa“.

La disciplina di un’arte marziale è l’autodisciplina ed è imparare ad usare le risorse del corpo più efficacemente, nel modo in cui furono intentate. La maggior parte delle persone fa un uso molto limitato delle proprie risorse del corpo, a meno che non si tratti di atleti professionisti o qualcos’altro. Anche in questo caso, spesse volte, gli sport occidentali riguardano attività specializzate. Sviluppano solo un aspetto del corpo. Il Kung Fu è molto di più, coinvolge l’intera persona. Il mio approccio è sempre stato rivolto alla salute.

Qual’è la Sua esperienza nel campo dell’agopuntura?

Il mio ex-suocero viaggiava per tutto il mondo con un paio di pacchi di aghi. Non parlava inglese o altre lingue oltre al cinese. Più tardi, cominciò ad insegnare nell’area di Los Angeles. Fu uno dei primi professionisti in questo paese, in America, negli anni cinquanta. C’erano circa due o tre agopunturisti in tutti gli Stati Uniti, e uno di questi era lui. Alcuni dei suoi studenti fondarono ed avviarono la “Clinica per il Trattamento del Dolore” dell’Università della California di Los Angeles (UCLA Pain Clinic). Originariamente, era basata sull’agopuntura. Io cominciai la mia professione privata di agopuntura nei primi anni settanta. Prima di ciò, ero stato l’assistente di mio suocero per diversi periodi.

Come e quando incontrò Carlos Castaneda per la prima volta?

Lo incontrai nel 1974 quando venne nel mio studio per assistenza. Aveva un serio problema di salute. Lavorai su di lui. Anni dopo, realizzai che era stato da molte persone prima di approdare a me, alla fine. A quel tempo non sapevo chi fosse, sebbene avesse brevemente menzionato che era discepolo di un certo uomo-medicina indiano, uno stregone, se mi ricordo, e che stava imparando il potere. La mia natura è tale che a me veramente non piace indagare nelle faccende delle persone aldilà di ciò che desiderano dirmi, così non ho mai saputo chi fosse, cioè una persona che aveva scritto quei libri famosi, fino a molti anni più tardi, quando lui mostrò riconoscenza verso il mio aiuto nel libro Il Fuoco dal Profondo. Anche allora, fu solo un anno dopo la pubblicazione che scoprii il libro e la dedica. In seguito, mi portò tutti i suoi libri e li lessi. Hanno un valore profondo in termini di insegnamento.

Ricordando i giorni di apprendistato di Castaneda, era un bravo allievo?

Carlos era sempre molto rispettoso. Era molto attento. Era molto diligente nei termini della sua pratica nella classe di Kung Fu e ce la metteva sempre tutta. Aveva alcune limitazioni nella coordinazione, ma così succede a molte persone. Era più che un semplice studente, era un amico.

Alcuni anni più tardi, mi disse che aveva saputo di me prima di venire per curarsi. Qualcuno gli aveva detto che c’era un tipo a Los Angeles che insegnava Kung Fu e parlava come don Juan, per quanto questo possa valere (ridendo).

Principalmente studiava arti marziali con me, e tra le altre cose, in maniera informale, un po’ di medicina ed altro. Ma non imparò mai le procedure di Light of Life, perché se ne andò prima che ricordassi come indurre gli altri all’energia di The Light of Life.

Come è giunto al Suo metodo di Light of Life, Luce della Vita?

Questo è stato un processo di risveglio e ricordo. In tutta la mia vita sono stato capace di “ricordare” alcune cose intuitivamente ed ho praticato solamente per conto mio. Si potrebbe dire che sono andato a scuola per conto mio dentro me stesso per molte decine di anni. Di solito vedo la necessità, per i miei pazienti ed i miei studenti e per la gente in generale, di riuscire a spegnere il ciarlare mentale interno che consuma una grande quantità di energia e che distrae molto. Io stesso ero così fino all’età di diciannove anni, quando tutto ad un tratto divenni silenzioso, cioè, la mia attività cerebrale interna si acquietò. Da allora ho ricordato gradualmente la conoscenza e l’ho praticata e portata nella realtà. Anche in tempi in cui non sapevo dove mi stava indirizzando o portando.

Così, alcuni anni più tardi, finalmente ricordai l’intero processo di come indurre altre persone all’energia. E naturalmente, poiché comincia con me e non fa parte di una lunga tradizione o di una struttura istituzionalizzata, la gente voleva sapere come chiamarla, volevano un nome. Non ricordo esattamente da dove venne il nome, ma qualcuno intuì la frase Light of Life, ed ecco il nome.

Qual’è l’essenza del Suo seminario di Induzione dell’Energia?

Il seminario di Induzione dell’ Energia è un corso della durata di un giorno dove i partecipanti vengono ed hanno accesso a questa energia che uso per curare, esattamente la stessa energia. E’ un corso di un giorno molto semplice, basato sull’esperienza. Chiunque può semplicemente venire e prenderla. Dopo, la si possiede per la vita. E’ sia definitivo che assoluto nel modo in cui è fatto. Non ci sono errori su questo. Ognuno la riceve. E’ un processo in cui stabilisco un potente campo energetico che coinvolge ogni partecipante. Si potrebbe dire che l’insegnamento viene fatto su un piano più elevato. Infatti, è trasmesso energeticamente, scavalcando i processi razionali del pensiero. Questo è il motivo per cui è assoluto e non ci sono interpretazioni sbagliate. E’ codificato energeticamente, se vuoi.

La fonte dell’energia a cui hanno accesso i partecipanti al seminario è un potente strumento di trasformazione di qualità trascendente. Ringiovanisce al livello cellulare ed energetico più profondo, accresce la giovinezza, la bellezza e la longevità

In aprile Lei verrà per la prima volta in Europa. Molte persone La stanno aspettando a Roma, arrivando da ogni parte d’Italia. Qual’è il legame tra Lei ed il nostro Paese?

Beh, in tutta onestà, non ho idee preconcette. Ho un processo di grande valore, che è utile a chiunque, non ha importanza in che parte del pianeta si trovi. E’ solo successo che, beh, penso che ci sia una connessione spirituale. Sono semplicemente grato di essere stato invitato. Sono molto felice di avere la possibilità di dividere questa conoscenza con le persone che vogliono accedere all’energia di The Light of Life. Senza riserve. Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno permesso questa opportunità di venire e visitare il vostro bellissimo paese.