Intervista ad Howard Lee

di Mario Porati - 11 marzo 1999

Ricordo bene il mio primo viaggio in California, nel 1994. Era cominciato con un “segno” avuto davanti alla cattedrale di Aachen, in Germania, dove mi trovavo per fare visita ad un amico - un “omen", come si usava definirli tra noi “fedeli” di Castaneda. Quella che poco prima era ancora una delle mie tante fantasie, uno dei tanti progetti destinati a perdersi nell’aria, era diventata in pochi attimi una decisione chiara e definitiva, senza piu’ spazio per dubbi o ripensamenti.

Ricordo l’emozione provata arrivando a San Francisco, di notte, un po’ allucinato da quindici ore di viaggio, ma contento ed emozionato come un bambino che entra per la prima volta in un luna-park. Rivedo le lunghe passeggiate fatte per la citta’, scattando fotografie mentali ad ogni angolo di strada, e poi l’enorme auto presa a noleggio (this is the smallest we have) per esplorare i dintorni e poi avventurarmi lungo la costa verso il Sud, verso l’immensa Los Angeles. Per tutto il viaggio, la sensazione inesplicabile che questi posti mi stessero aspettando, il sentirli familiari e nello stesso tempo trovarli diversi da tutto cio’ che avevo visto finora, per lo meno nella mia vita di veglia.

Ed era proprio a Los Angeles che ancora si aggiravano personaggi misteriosi che da anni sognavo di poter incontrare, e qui dovevo poi incontrare davvero qualcuno che avrebbe dato un’impronta decisiva al corso della mia vita.

Proprio sul finire del mio viaggio, con un’azione delle piu’ naive che la storia ricordi, venni in contatto con alcune delle persone che collaboravano con Carlos Castaneda - il famoso autore purtroppo recentemente scomparso - che mi diedero informazioni preziosissime e mi indicarono la possibilita’ di partecipare ai primi seminari sulla Tensegrità, i movimenti magici degli antichi stregoni messicani della tradizione tolteca.

Proprio alla vigilia di uno di questi mi ritrovai a Los Angeles nel Maggio del 1995, e tra gli appunti di cose da fare e posti da visitare c’era l’indirizzo - indicatomi dal mio amico di Aachen - di un esperto cinese di agopuntura e arti marziali, di nome Howard Lee, che alcune fonti ben informate sostenevano essere stato il maestro di Kung-Fu di Carlos Castaneda, ed al quale questi si riferiva nella dedica di apertura del suo volume “Il fuoco dal profondo“.

Questo chiaramente stimolava la mia curiosita’ più che a sufficienza, e una volta saputo che accettava nuovi pazienti per i suoi trattamenti basati sulla trasmissione diretta di “healing energy", cioe’"energia guaritrice", non esitai a presentarmi nel suo ufficio di Santa Monica.

Quel che segui’ potrei tranquillamente chiamarlo un amore a prima vista, quel tipo di amore che e’ l’affezione provata dallo scolaro ancora acerbo ed insicuro nel riconoscere il suo possibile maestro. Non solo il portamento elegante, l’affabilita’ e lo sguardo penetrante eppure gentile, ma anche la sensazione netta che da lui emanasse un tipo di energia del tutto particolare, ebbero subito un grosso impatto su di me. Come mi sentii la mattina successiva al trattamento avuto... fece il resto.

Per finire di stupirmi, alcuni giorni dopo, nel corso di una visita successiva Howard mi invito’ a pranzo, e nel corso del colloquio che ne segui’, mi parlo’ per la prima volta dei seminari che stava cominciando ad organizzare, chiamati “The Induction of Energy", per introdurre a questo tipo di energia chiunque vi avesse interesse, rendendola accessibile direttamente.

La prima possibilita’ che ebbi per partecipare ad uno di questi seminari fu nel dicembre dello stesso anno: sapevo che non poteva certo farmi male, ma non sapevo ancora con quale profondita’ questa energia stava per entrare a far parte della mia vita e del mio essere. Da quel giorno, che non mi dilungo a descrivere ma che ognuno puo’ provare per se stesso, sono rimasto in contatto permanente con Howard. Ho partecipato ultimamente ad alcuni altri suoi seminari e, saputo della sua prossima trasferta in Europa con workshops in Inghilterra ed Italia, gli ho proposto di concedermi un’intervista, con la quale mi auguro di poter offrire una visione complessiva della sua attivita’ e delle possibilita’ che egli offre a chiunque lo volesse contattare.

Mr. Lee, per molto tempo lei ha svolto la sua attività nell’area di Los Angeles. Ora sta per recarsi in Europa per offrire alcuni seminari: potrebbe spiegare in poche parole il tipo di lavoro con l’energia che ha svolto finora e che tipo di seminari sta offrendo ed offrirà in futuro anche in Europa?

Uso l’energia per guarire la gente, per guarirla energeticamente. Questo è ciò che ho fatto per molti anni. Sto svolgendo questa attività da quasi trenta anni. Ho sempre fatto uso dell’energia, anche se nei primi tempi la usavo in combinazione con l’agopuntura. Ora non faccio più uso di altri strumenti, o erbe o accessori: impiego solo l’energia.

Nel seminario “Induzione di Energia” rendo possibile ai partecipanti l’accesso diretto a questa forma di energia. E’ un seminario di una sola giornata, ma è completo in sé stesso e definitivo. Dopo aver partecipato al seminario una persona è in grado di accedere a questa energia da sola, senza dover necessariamente partecipare ad ulteriori seminari per riceverla ancora o per imparare tecniche particolari. Gli effetti durano per tutta la vita.

Ora, per le persone che non hanno avuto la possibilità di conoscerla o di incontrarla, è forse utile farsi un’idea più precisa. Questa energia deve essere intesa più come aiuto per la salute fisica, per l’equilibrio psichico o mentale, o più come supporto per quegli individui già da tempo impegnati in qualche tipo di cammino o ricerca spirituale?

Direi per tutte queste cose insieme. Per quanto riguarda i trattamenti che offro singolarmente, la gente di solito viene quando ha problemi o disturbi di natura fisica. Diversamente da questo, la maggior parte delle persone non sa nemmeno di cosa mi occupo: vengono in cerca di aiuto quando capita loro qualcosa di spiacevole o sono in una situazione molto stressante. Questo è in genere il motivo che li porta a conoscermi.

Il più delle volte, comunque, ci sono ragioni più profonde alla radice dei loro problemi, che devono essere sondate e comprese. Così, quando un paziente vuole avere un trattamento individuale per cercare di guarire, tutti gli aspetti del problema devono essere considerati, il lavoro si svolge sul piano fisico, su quello emozionale, creativo ecc. L’aspetto più potente ed efficace di questo tipo d’energia consiste nella sua natura trasformatrice, giacché un processo di guarigione, che sia di natura fisica, emozionale o psichica, richiede sempre una fase di trasformazione. Lo scopo di arrivare ad agire sulle cause reali e più nascoste dei vari problemi e disturbi che stanno colpendo una persona, partendo dal livello più profondo, il livello energetico.

Ha detto che le persone che partecipano al seminario di Induzione dell’Energia ottengono la chiave per poter accedere a questa energia per il resto della loro vita. Possiamo forse intendere la cosa in questo modo: un individuo che si sottopone individualmente al suo trattamento riceve questa energia direttamente da lei, o attraverso di lei; mentre se una persona partecipa al seminario può riceverla direttamente, ogni volta che lo desideri, per tutta la vita, cioè esattamente la stessa energia che riceverebbe venendo nel suo studio per un trattamento? Giusto?

Sì, esattamente la stessa energia. Ora, la domanda che in genere mi viene posta è se questo significa che essi non abbiano mai più bisogno di aiuto.

La risposta è no, prima di tutto perché non è così facile lavorare su se stessi come operare su altri, poi perchè si pone la questione di quanto potere personale, o forza, si disponga. Se un individuo continuerà a praticare per proprio conto l’induzione di energia quotidianamente, arriverà gradualmente a rimuovere o cancellare molti detriti energetici o schemi di pensiero indesiderati - radicati e spesso debilitanti - che impediscono il flusso creativo. La sua capacità di immagazzinare e incanalare una maggiore quantità di energia aumenterà, divenendo quindi capace di usarla più efficacemente.

A questo proposito, possiamo dire che non c’è un limite preciso al grado di energia che si può ottenere quando si lavora regolarmente per eliminare i propri schemi negativi. Si potrebbe perfino cominciare a trattare altre persone.

Parlando di guaritori professionisti, anche in Europa ci sono molte persone che praticano diversi tipi di trattamenti energetici o che comunque si ritengono guaritori. Potrebbe raccomandare questa energia benefica anche a gente che è già impegnata in altri tipi di lavoro energetico o di discipline mentali o spirituali?

Certamente. Non c’è alcun problema nel praticare altri tipi di discipline o di attività. In effetti, l’accedere all’energia non farà che aumentare o intensificare qualsiasi tipo di talento o di capacità che già si possiede. Se poi si sta praticando un altro insieme di tecniche energetiche, allora è consigliabile ed importante aver cura di tenere le cose separate nella pratica quotidiana.

Se si mantiene un intento chiaro e ben definito su ciò che si sta facendo, col tempo questo diverrà un’abitudine, anche nella pratica professionale, e si potrà scegliere ed usare l’una o l’altra tecnica automaticamente.

Il mio processo, così come la mia personale filosofia e la stessa energia, è non-settario e non privilegia alcun tipo di religione o di dottrina filosofica nei confronti di altre.

Molta gente in Europa, ama mettere cose diverse in relazione tra loro, sottolineare legami, tratti comuni o discendenze. Immagino quindi che molti si potrebbero porre la domanda: quale tradizione o sistema filosofico può essere considerato alla base o all’origine del suo lavoro o delle sue tecniche energetiche?

Per quel che riguarda le sue origini, questa energia rappresenta un caso unico. Non sono a conoscenza di altri individui che stiano lavorando con essa, o insegnandola, oltre a me ed alle persone che studiano con me. Per quanto riguarda la mia preparazione, per esempio, tutto questo sistema basato sulla tecnica di guarire con l’energia è qualcosa che ho dovuto ricordare, se così possiamo dire. Non l’ho mai studiato o appreso da qualcun altro. Si è trattato di un processo di risveglio avvenuto attraverso lunghi anni spesi a praticare quel che stavo riuscendo gradualmente a ricordare e ad intuire.

Ho sempre posseduto questo tipo di energia. E l’ho sempre usata. Ero cosciente di averla molto tempo prima di iniziare ad impiegarla per curare i pazienti. Nei primi tempi, quando ero giovane, non ne conoscevo l’esatta natura poiché, non l’avevo imparata da nessuno, non aveva un nome, non apparteneva ad una tradizione. Solo col passare degli anni, quando cominciai ad incorporarla nella pratica dell’agopuntura e nel Kung-Fu, iniziai a capirne la natura più profonda.

Col tempo, arrivai infine ad essere in grado di introdurre altre persone all’uso di questa stessa energia. Fu a questo punto che ne compresi l’unicità. Nel frattempo ho ricordato e quindi sistemato un grande numero di schemi, o modelli energetici, che possono “tessere” l’energia formando diversi schemi specifici. Questi schemi o modelli energetici possono quindi venire usati come una particolare prescrizione per curare problemi e condizioni diverse, come per esempio una cattiva condizione fisica o mentale, uno stato di squilibrio, oppure un chakra poco sviluppato o un blocco della propria creatività. In questo senso, si tratta di una vera e propria medicina energetica. Così abbiamo ora un insieme particolare di modelli o schemi di energia al posto, diciamo, di una specifica ricetta di rimedi curativi a base di erbe.

Non ho alcun collegamento con religioni o correnti filosofiche tradizionali. La mia filosofia consiste semplicemente in questo: essere gentili con gli altri. Questa è la base necessaria per ogni ulteriore sviluppo, per ogni condizione di vita auspicabile dall’uomo di oggi. L’ energia è davvero benevola. Molte persone, la prima volta che la sperimentano, possono solo definirla come amore.

Siamo abituati oggi a vedere, ogni giorno di più, vari tipi di guru, maestri, guide spirituali, ognuno dei quali sembra offrire qualche tipo di verità o un cammino spirituale da percorrere, o comunque qualche metodo per ottenere una salute ed una vita migliore. Qual’è la sua opinione su tutto ciò, in generale? Pensa che almeno alcuni di essi stiano veramente offrendo tecniche o supporti validi per una via di realizzazione spirituale?

Credo fermamente nella libertà di scelta e di volontà di ognuno, ogni individuo è libero di scegliere qualsiasi tipo di sentiero ritenga adatto. La mia inclinazione personale è di non aspettarmi né desiderare alcuna qualifica di guru o maestro. Sono pronto a condividere questo processo con chiunque sia interessato. E per quanto riguarda il mio insegnamento, accedere all’energia, la mia promessa è: un seminario, e l’avete. Non dovete continuare a venire, prendere più lezioni per avere piùenergia. Quindi tutto quello cha faccio è dare l’energia e non ho bisogno di governare la vita delle persone, non voglio essere quello che indica come vivere. Spero che vengano guidati da questa energia e che vivano bene e felici: tutto qui.

Quindi si può procedere per proprio conto senza necessariamente tornare da lei ogni volta per fare un nuovo passo.

Direi proprio di sì, e questo sia per la mia inclinazione personale, sia per quanto indicato ad un certo livello di conoscenza. Ogni persona viene aiutata ad aprire la propria consapevolezza e ad entrare in contatto con il suo sé più profondo, il suo aspetto intuitivo, fino ad accedere alla propria coscienza spirituale, invece di avere qualcuno che le dica continuamente che cosa o come deve fare.

Sono convinto che in questo mondo ci sia troppa disponibilità a sprecare il proprio potere personale, o forza interiore. Però le cose stanno cominciando a cambiare, molte persone stanno divenendo più coscienti e cercano comunque di elevare il proprio livello di consapevolezza. In termini di ricerca spirituale, direi che non ci può essere un elevamento spirituale senza un processo di guarigione fisica, psichica ed emozionale e quindi senza l’integrazione e la trasformazione della nostra parte mentale ed emozionale, se così possiamo chiamarla. Senza il completamento di questo processo, è come se qualcuno volesse cominciare a correre prima di aver imparato a stare in piedi ed a camminare. Ritengo sia molto importante riconoscere la differenza tra lo stato mentale e lo stato dell’essere. Spesso si fanno molte chiacchiere intellettuali su temi del genere, ma senza una vera comprensione ed esperienza delle cose in sé e dei loro principi. C’è bisogno di molta energia per aumentare la propria consapevolezza.

Paragonato ad altri tipi di insegnamenti, questo processo sembra essere molto più semplice, poiché non vi sono procedure complicate da apprendere o da eseguire. Non si devono nemmeno leggere dei libri per potervi accedere. Pensa che ci possa essere, per chi non conosce questo processo, un modo di immaginare che cosa succede quando si partecipa ad un suo seminario di Induzione? O non esiste altro modo che venire di persona e provarlo?

Per avere semplicemente un’idea diretta dell’energia, direi che basta partecipare ad una sessione curativa di gruppo. Per l’Induzione dell’Energia, invece, bisogna necessariamente partecipare al seminario. La cosa fondamentale di questo processo è che viene svolto su un altro piano di esistenza, ad un livello energetico differente, oltrepassando la mente razionale e l’intelletto che pongono spesso ostacoli. Questo è il motivo per cui è così assolutamente chiaro e definitivo. Chiunque può riceverlo. Il processo consiste principalmente nel creare un potente campo energetico e farvi accedere tutti i partecipanti - diciamo che l’insegnamento viene svolto esclusivamente su un piano energetico. Io svolgo quel che chiamiamo il processo d’induzione, i partecipanti ne ricevono il frutto in modo del tutto immediato. Tutto quel che si deve fare è sedersi ed osservare, oppure chiudere gli occhi, se lo si preferisce.

Più tardi, è vero, si impara una breve sequenza di movimenti fisici, ma questa non è altro che un riflesso sul piano tridimensionale della componente energetica. E’ semplice e può eseguirla anche una persona in una sedia a rotelle o che è obbligata al letto, non produce stanchezza e non richiede molta attività muscolare. Si tratta solo di energia, energia sottile.

Bisogna però notare che una persona che osservasse la parte fisica del processo, la sequenza di movimenti, e la copiasse non otterrebbe alcun risultato. Il movimento fisico è importante nel senso che tiene occupato e concentrato il corpo, così che non ci si distragga facendo altre cose o guardandosi intorno.

Ha in programma di scrivere un libro, diciamo forse una specie di manuale d’istruzioni?

In futuro sì, penso di farlo.

So che le hanno già posto questa domanda, ma molte persone in Europa che conoscono il suo nome sono ammiratori di Carlos Castaneda e sono particolarmente interessati ai suoi seminari perché lei è stato il suo maestro di arti marziali. Potrebbe dirci qualcosa sul rapporto che ha avuto con Castaneda?

A questo riguardo dobbiamo andare piuttosto indietro nel tempo. Lo incontrai la prima volta nel 1974, quando venne da me per problemi di salute e lo aiutai a riprendersi. Come lui stesso ed i suoi compagni riconobbero in seguito, gli salvai davvero la vita. Dopo di ciò rimase ancora con me per studiare arti marziali, il lavoro di guarigione energetico, l’agopuntura e qualche altra cosa del genere.

Per diversi anni, non seppi mai chi fosse veramente. Venni a sapere della dedica nel libro “Il Fuoco dal Profondo” solo un anno più tardi. A quel tempo ancora non sapevo chi fosse. Castaneda era un buon amico, mi piaceva moltissimo e lo rispettavo immensamente. Non lessi alcuno dei suoi libri prima del... direi del 1986. Non ricordo quando venne pubblicato “Il Fuoco dal Profondo", penso circa un anno dopo questi fatti. Sono davvero dei libri straordinari. Ma per quanto riguarda i loro seminari e le tecniche che stanno insegnando ora, non saprei, non ho idea, e comunque non ho alcun collegamento con questo.

Come molti altri, anche loro trassero benefici dalla mia presenza e dall’energia di The Light of Life, ma Carlos non imparò ad accedervi personalmente perché se ne andò poco prima che io riuscissi a ricordare come indurre altre persone, cioè farle accedere, a questa energia. Non lo vidi più per molto tempo, fino a cinque o sei anni più tardi, quando riapparse e venne a visitarmi nel mio studio per avere un trattamento. A quel tempo avevo appena iniziato a tenere i seminari di Induzione dell’Energia. Negli anni che seguirono non lo vidi più molto spesso, anche se sapevo che avevano un locale dove si incontravano qui nelle vicinanze.

Tornando all’energia curativa, ho letto e sentito raccontare spesso della difficoltà di divenire un guaritore, dei molti ostacoli che si possono incontrare, eccetera. Si può dire la stessa cosa anche per la sua attività curativa?

Certo, c’è parecchio lavoro che deve essere svolto. L’energia è molto potente e, per precauzione, consiglio comunque di usarla nei primi tempi solo su se stessi e sulle persone più care e di non cominciare subito a trattare persone estranee, a meno che, chi tratta, non sia già un professionista che pratica da molto tempo teniche curative. Le teniche funzionano subito, ma bisogna prima di tutto imparare a non aprirsi alle scorie energetiche altrui che non vogliamo e di cui non abbiamo alcun bisogno. La difficoltà non consiste tanto nell’arrivare alla capacità di curare gli altri; la parte difficile del diventare un guaritore è quella di trasformare e rafforzare noi stessi ed il nostro corpo fisico, purificare il corpo emozionale ed eliminare il più possibile le nostre proprie scorie energetiche, fino a poter trattare altre persone senza essere contaminati a nostra volta. Questa è la prova decisiva. Per quel che riguarda il processo di guarigione, il sistema curativo, è l’energia che svolge la maggior parte del lavoro. Naturalmente ci sono altre cose che si devono imparare allo scopo di affrontare situazioni e contingenze specifiche, ma l’energia è consapevolezza, quindi è in se stessa curativa e trasformatrice.

Attraverso le epoche, ci sono state diverse persone nate con capacità curative fantastiche, a volte sono ben documentate, altre volte rimaste nella leggenda. Ebbene, sembra che nessuna di esse sia stata in grado di insegnare in modo profiquo le sue conoscenze e le sue capacità ai propri discepoli. Ho la sensazione che il motivo si trovi nella limitata abilità di trasmettere l’energia stessa, il suo potere. Forse furono tramandate le tecniche, le forme, le cerimonie, ma si tratta di energia curativa, ed il punto cruciale di tutto il processo è la capacità di trasmettere l’energia senza alcuna interferenza dell’ego. Ed è questo il punto fondamentale.

Ci sono sistemi e processi curativi che richiedono anni ed anni di esercizio per poter accedere all’energia e che partono da un approccio di tipo mentale o fisico. Ritengo che nel ventunesimo secolo non abbiamo più molta voglia di indulgere e perdere tanto tempo in sforzi del genere.

Voglio sottolineare comunque il fatto che, per essere un guaritore professionista, non basta avere a disposizione l’energia. Si deve possedere una conoscenza più completa della natura fisica ed emozionale di una persona ed anche del corpo umano, ma ciò che importa maggiormente è essere in grado di proteggersi. In caso contrario, non solo la nostra salute peggiorerà, ma non potremo più essere d’aiuto a nessuno.

Sono stato chiamato il guaritore dei guaritori. Molti dei miei pazienti sono professionisti di terapie alternative basate sull’energia, che vengono da me perché si sono bruciati con troppo lavoro, pieni di scorie negative prese dai propri pazienti! Ora, non solo non dovremmo venire contaminati dall’energia dei pazienti che trattiamo, ma non dobbiamo neppure trasmettere ulteriormente queste scorie ad altri, diventando noi stessi inconsapevolmente dei contaminatori. Questo è l’aspetto del processo che richiede più tempo e diligenza.

Mr Lee, per concludere, c’è qualcosa che vorrebbe dire alle persone in Europa che desiderano partecipare ai suoi seminari forse qualche consiglio su come prepararsi?

Non c’è bisogno di una preparazione. L’augurio è che vengano con la mente il più possibile aperta, senza preconcetti. Una volta avviato il processo, allora certo, tutto dipende dalle persone stesse, se vorranno praticare e rendersi accessibili all’energia oppure no. Si tratta di conoscenza, di decisioni personali, di libertà.

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