Come The Light of Life mi ha aiutata
con i miei problemi di peso

di Katherine Purdy

Ho lottato con i problemi di peso per otto anni a partire dal mio anno di matricola al college. Sentivo di essere condannata ai bianchi d’uovo e ad ore di esercizi giornalieri per il resto della mia vita. Conosco l’inferno di mangiare per saziare le emozioni. Ricordo il bisogno di rimpinzare i miei sentimenti con infiniti viaggi al frigorifero, a volte a distanza di soli pochi secondi, in maniera quasi inconscia. Se solo qualcuno avesse potuto cancellare l’attrazione fra la mia mano e la mia bocca! Era solo lo spazio di trenta centimetri, ed aveva la forza d’attrazione di una vita. Avrei dato qualunque somma per esserne libera.

A ventiquattro anni mi sono trasferita a Los Angeles. Il mio peso saliva e scendeva da due a dieci chili più o meno ogni due mesi. Gli eventi della vita avevano spinto le mie abitudini dietetiche in una spirale discendente. Ciò non era salutare. Per caso mi dissero di un uomo di nome Howard Y. Lee.

Sono cresciuta in un sobborgo di Chicago. La mia famiglia era molto conservatrice ed il prodotto delle migliori università americane. Andare in psicoterapia era considerata una cosa per persone troppo alternative. Non avevo idea di che cosa fosse un guaritore con l’energia. Andai nello studio del sig. Lee aspettandomi di trovare polli morti appesi al soffitto ed un uomo vestito con una specie di costume tribale che danzava intorno ad un fuoco facendo incantesimi. Mi sentii sollevata nel trovare uno studio molto ben arredato ed essere accolta da un uomo molto elegante. Il sig. Lee non mi toccò una volta; e non disse molto. Lasciai lo studio sentendomi come ubriaca. Non avevo preso assolutamente nulla. Andai a casa quella sera e stavo per dare un morso ad una barretta di cioccolato quando mi fermai…. Non mi era mai successo. L’attrazione era sparita! La posai e poi la misi via. Potevo vedere tutto chiaramente. Ero in grado di vedere oltre quel momento. Lui aveva spazzato via quei trenta centimetri di spazio. Questa era magia.

Nel corso di successive conversazioni con il sig. Lee gli chiesi perché, se siamo esseri intelligenti e razionali, che sanno di non dover mangiare o bere troppo, drogarsi, spettegolare, o qualunque possa essere il nostro vizio, ci ricadiamo continuamente. Rispose con un’analogia. Mi disse che abbiamo molte possibili vie da prendere nella vita e di immaginarle come binari ferroviari. Ciò che il sig. Lee fa è ripulire le impronte, i binari che ci portano fuori strada. Questo ci permette di avere una visione chiara dall’alto. È come essere sopra un labirinto; uno può vedere qual è la via migliore da seguire.

Una volta ripulitami dal bisogno di rimpinzare le mie emozioni con il cibo mi ritrovai ad essere bloccata riguardo a cosa fare come passo successivo. Avevo tutta questa libertà, troppa libertà. Dopo essermi posta dei limiti per tanto tempo avevo dimenticato come mangiare. Tutto ciò che sapevo era contare calorie e grassi. Così a lungo mi ero attenuta all’idea indicatami da una dieta di cosa e quando mangiare! Per un po’ provai a mangiare solo quando sentivo fame fisica. Quando dicevo al sig. Lee dei miei esperimenti reagiva con una risatina e mi diceva che potevo mangiare quello che volevo e quando volevo, che fossi affamata o no; solo, non dovevo abusare del privilegio (non dovevo rimpinzarmi). Pur essendo libera dal bisogno emotivo di riempirmi di cibo per qualche tempo, non mi ero ancora abbandonata alla fiducia totale e non avevo lasciato la precedente “programmazione” che in America viene fatta in maniera soffocante sulle abitudini dietetiche dei suoi abitanti. Non assimilai il consiglio del sig. Lee fino a quando non dovetti fare il trasloco di una casa intera nel giro di poco tempo. Ero troppo impegnata per pensare a cosa mangiare e mangiavo quando c’era del cibo a disposizione. Ogni volta che un pensiero sul cibo si faceva strada nella mia mente immaginavo di spingerlo via gentilmente. Lo feci per due settimane, e poi successe: il pensiero e l’azione si unirono. Cominciai a sudare letteralmente grasso di notte. Era come se il mio corpo non riuscisse ad eliminare abbastanza in fretta il peso eccessivo che portavo. La gente continuava a chiedermi che cosa stessi facendo. Come facevo a perdere tanto peso apparentemente da un giorno all’altro? Ero felice di dir loro che non stavo facendo nulla. Stavo mangiando quando e cosa volevo (di solito dolci). Semplicemente non mi stavo agganciando a nessuna idea sul cibo.

Come molti, stavo cercando risposte. Dopo aver fatto l’esperienza dell’energia del sig. Lee capisco veramente come pensiero e azione siano una cosa sola. Questa chiarezza, intuizione, illuminazione ha permeato ogni aspetto della mia vita. Sono stata in grado di avere una reale trasformazione. Non sono più semplicemente una testa parlante. Ho letto numerosi libri, tutti autori bene informati, ma mi sembravano rendere in poesia ciò che l’energia del sig. Lee incarna. È capace di spiegare le cose liberandole dalla superstizione e dal dogma. Il sig. Lee è la personificazione dell’integrità e della grazia. Sono riconoscente di averlo conosciuto. Dopo sole poche sessioni mi disse che stavo bene e che non avevo più bisogno di altre sessioni con lui. Nel corso degli anni gli ho mandato amici, parenti e pure sconosciuti. Tutti hanno avuto risultati strabilianti, per lo più risultati che hanno cambiato la loro vita, indipendentemente dal fatto che i disturbi fossero fisici o emotivi.

Ora ho trentun’anni ed ho scoperto la pace interiore. Ho messo al mondo due bellissime bambine e il mio peso è lo stesso di quando stavo alle superiori. Mangio quello che voglio e da tre anni non mi alleno con impegno. Mangio volentieri i dolci e spesso a colazione mi godo della torta senza sensi di colpa.